In breve
- Valuta casi studio con dati verificabili: periodo, metrica e fonte.
- Chiedi chi lavora davvero sul progetto e come vengono misurati i risultati.
- Nel 2026 un consulente SEO deve saper lavorare anche sulla visibilità negli assistenti AI.
- Diffida di chi promette la prima posizione o tiene gli account a proprio nome.
Prima di tutto: ti serve un consulente SEO?
Google stesso ha una guida intitolata Hai bisogno di un esperto SEO?, che vale la pena leggere. In sintesi: un consulente serve quando il sito ha un potenziale che non riesce a esprimere, quando una decisione importante (un nuovo sito, una migrazione, un nuovo mercato) può costare visibilità, oppure quando hai un team ma manca chi decide le priorità e verifica i risultati.
Se invece il sito è piccolo, il mercato è locale e poco conteso, possono bastare qualche ora di consulenza e un buon Profilo dell’attività su Google.
Consulente freelance, agenzia o risorsa interna
Non esiste una formula migliore in assoluto. Dipende da cosa ti serve e da chi hai già in azienda.
| Formula | Punti di forza | Quando sceglierla |
|---|---|---|
| Consulente freelance | Parli sempre con chi analizza e decide; rapporto diretto e flessibile | Hai sviluppatori o redattori, o un’agenzia che esegue, e ti serve una direzione esperta |
| Agenzia | Più persone e competenze sotto lo stesso tetto | Ti serve anche la produzione: contenuti, sviluppo, campagne |
| Risorsa interna | Conoscenza profonda dell’azienda, presenza quotidiana | Il sito è il canale principale e c’è lavoro per una persona a tempo pieno |
Spesso la soluzione migliore è mista: una risorsa interna o un’agenzia che esegue, affiancata da un consulente che definisce la strategia e controlla i rilasci.
Sei criteri per valutare un consulente SEO
1. Casi studio con dati verificabili
Un caso studio serio indica il periodo, la metrica, la fonte dei dati e il punto di partenza. Diffida dei grafici senza assi e delle percentuali senza valori assoluti: un +300% può significare da 10 a 40 visite. Le metriche più utili sono quelle vicine al fatturato, come ordini e richieste, e il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, che toglie l’effetto della stagionalità. Nei miei casi studio trovi per ogni progetto periodo, fonti e interventi.
2. Un metodo spiegato prima di iniziare
Chiedi come si svolgono i primi mesi: quali analisi, quali consegne, come si decidono le priorità. Un buon consulente sa spiegarlo in modo semplice, senza nascondersi dietro termini tecnici.
3. Chi lavora davvero sul progetto
Nel primo incontro parli spesso con la persona più esperta. Chiedi chi farà le analisi, chi scriverà le indicazioni e chi risponderà alle tue domande dopo la firma.
4. Competenze tecniche e di business
La SEO tocca il codice del sito, i contenuti e i dati. Un consulente deve saper dialogare con chi sviluppa, ma anche capire il tuo modello di business: quali prodotti hanno margine, quali clienti cerchi, quali pagine portano richieste.
5. Visibilità negli assistenti AI
Nel 2026 le persone cercano anche su ChatGPT, Gemini, Perplexity e nelle AI Overviews di Google. Chiedi al consulente come verifica cosa rispondono gli assistenti sul tuo mercato, come controlla che i loro crawler possano leggere il sito e come misura le visite che ne arrivano in Google Analytics. Se la risposta è vaga, la competenza probabilmente manca. Ne parlo nella guida sulla differenza tra SEO e GEO.
6. Come misura e racconta i risultati
Un rapporto utile dice cosa è stato fatto, cosa è cambiato nei dati e cosa si farà dopo. Le sole posizioni non bastano: servono clic, richieste o vendite, separando le ricerche con il nome del marchio da quelle di persone che ancora non ti conoscono.
Le domande da fare al primo incontro
| Domanda | Una buona risposta | Una risposta che deve insospettire |
|---|---|---|
| Cosa faresti nei primi tre mesi? | Un’analisi dei dati e del sito, poi priorità condivise | Un pacchetto standard deciso prima di vedere il sito |
| Come misuri i risultati? | Metriche legate agli obiettivi, in Google Search Console e Google Analytics | Solo posizioni e "punteggi" di strumenti esterni |
| Puoi garantirmi la prima posizione? | No, ma posso spiegarti cosa farò e come misurarlo | Sì, entro una data precisa |
| Chi esegue gli interventi? | Chiarisce cosa fa lui e cosa il tuo team | Non è chiaro chi metterà mano al sito |
| Come lavori sugli assistenti AI? | Verifica delle risposte, accesso dei crawler, misura del traffico | "È una moda" oppure promesse di comparire su ChatGPT |
| Cosa mi resta se smettiamo di lavorare insieme? | Documenti, dati e account restano tuoi | Gli account sono a nome del fornitore |
I segnali d’allarme
- Garanzie di posizionamento in tempi certi.
- Strategie segrete che non si possono spiegare.
- Collegamenti acquistati in blocco come attività principale.
- Contenuti prodotti in serie con l’intelligenza artificiale senza revisione né dati propri.
- Account di Google Search Console o Google Analytics creati e tenuti dal fornitore.
- Nessun caso studio verificabile, o solo testimonianze generiche.
Cosa chiedere nel contratto
Prima di firmare verifica che siano scritti:
- Il perimetro del lavoro e le consegne, con la loro cadenza;
- Chi esegue gli interventi e quante revisioni sono comprese;
- La proprietà di account, dati e documenti, che resta all’azienda;
- La durata minima, il preavviso e come si interrompe la collaborazione;
- Le metriche con cui valuterete insieme i risultati.
Per capire come leggere la parte economica del preventivo ho scritto una guida su quanto costa una consulenza SEO.
Una scheda per confrontare i candidati
Dopo i primi incontri, dai un voto da 1 a 5 a ogni consulente su questi punti e confronta i totali:
- Casi studio con periodo, metrica e fonte;
- Chiarezza del metodo e delle consegne;
- Rapporto diretto con chi lavora al progetto;
- Competenze tecniche e comprensione del tuo business;
- Esperienza su GEO e assistenti AI;
- Trasparenza su misura dei risultati e proprietà degli account.
La scheda non decide al posto tuo, ma rende evidente se stai scegliendo per la simpatia del primo incontro o per gli elementi che contano.
Domande frequenti
Come capire se un consulente SEO è bravo?
Guarda i casi studio con dati verificabili, chiedi di spiegarti il metodo dei primi mesi e osserva come risponde alle domande sulla misura dei risultati. Un buon consulente spiega cosa farà e perché, e non promette posizioni.
Meglio un consulente SEO della mia zona?
Per la maggior parte dei progetti la vicinanza non conta: il lavoro si fa con videochiamate, documenti condivisi e dati. Conta di più l’esperienza sul tuo tipo di sito. Se però lavori soprattutto sul territorio, è utile chi conosce la SEO locale e il Profilo dell’attività su Google.
Quanto deve durare una collaborazione SEO?
Dipende dall’obiettivo. Un’analisi o una migrazione hanno un inizio e una fine; per far crescere il sito servono di solito almeno sei mesi, perché gli effetti degli interventi si misurano nel tempo.
Un consulente SEO si occupa anche di ChatGPT e degli assistenti AI?
Dovrebbe. La visibilità negli assistenti AI parte dalle stesse basi della SEO: un sito leggibile, contenuti chiari e informazioni coerenti. Chiedi come la verifica e come misura il traffico che ne arriva.